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- COME RICEVERE AMORE

COME RICEVERE AMORE
  1. PER RICEVERE AMORE, BISOGNA SAPER RICEVERE
  2. LA PAURA DI AMARE
  3. PERCHE' SI HA PAURA D'AMARE?
  4. TU, SEI APERTO ALL'AMORE O NE HAI PAURA?
  5. COSA FARE QUANDO SI HA PAURA D'AMARE?
  6. COSA FARE, QUANDO SI E' VITTIME DI UNA RELAZIONE CON CHI HA PAURA D'AMARE?
  7. PER RICEVERE AMORE BISOGNA DARNE
  8. DARE ENERGIA, E' L'UNICO MODO DI AMARE...




"Un amore,
qualunque amore,
ci rivela nella nostra nudità,
miseria, inermità
"
(Cesare Pavese)


PER RICEVERE AMORE, BISOGNA SAPER RICEVERE

Per avere amore, per prima cosa, dobbiamo permettergli di entrare nella nostra vita.
Amare è denudarsi, gettare la maschera, mostrarsi nel proprio intimo, mostrare le proprie miserie e debolezze, amare è mettersi nelle mani dell'altro, è esporre il fianco alla possibile sofferenza.
C'è chi è forte della propria fragilità e si espone facilmente alla vita, sperimentandola in tutte le sue sfaccettature, per non perdersi niente. Così, si apre all'amore, senza alcun timore, perchè sa che, se si chiudesse, per non soffrire, si priverebbe di qualcosa di meraviglioso, per cui è nato.
C'è chi, invece, dalla parte opposta, è così insicuro ed ha così paura, che si chiude completamente all'amore ed alla possibilità di soffrire o essere abbandonato. E' il soggetto philofobico, ovvero, che ha paura di amare. Una vera e propria psicopatologia, che si manifesta anche a livello organico, con sintomi presenti, o anche passati, spesso nemmeno associati ad una storia d'amore, quali: sudorazione profusa, crisi d’ansia ricorrenti, insonnia, dispnea, in alcuni casi, anche forme depressive e, vere e proprie crisi di panico.
Ovviamente, tra le due categorie, ci sono tutte le altre persone, più o meno sbilanciate verso l'una o l'altra categoria e che possono manifestare solo alcuni sintomi tipici della Philofobia, ma senza esserne malati.



LA PAURA DI AMARE

Chi ha paura di amare, in qualche caso, sopporta la situazione fobica, ovvero la relazione, ma con intensa ansia o disagio. Ovviamente, non si rende minimamente conto delle proprie paure, ma avverte un senso latente di malessere, di non tranquillità e di mancanza di pace.
Chi ha paura di amare, tuttavia, nella maggior parte dei casi, evita la relazione o fa in modo che finisca, mettendo in atto meccanismi di difesa. Ma, la fuga dal rapporto non elimina, bensì intensifica, la paura stessa, che finisce per nutrirsi di se stessa.

"Un giorno, il Califfo manda il suo Visir a sentire cosa dice la gente al bazar.

Quello va e nella folla nota una donna magra e alta,
avvolta in una gran mantello nero, che lo guarda fisso.

Terrorizzato il Visir scappa via. Corre dal Califfo e lo implora:
“Sire, aiutami! Al bazar ho visto la Morte. È venuta per me.

Lasciami partire, ti prego. Dammi il tuo migliore cavallo.
Con quello, a tappe forzate, stasera sarò in salvo a Samarcanda.”

Il Califfo acconsente e fa portare il suo cavallo più veloce.
Il Visir balza in sella e galoppa via a spron battuto.
Incuriosito, il Califfo va lui stesso al mercato.
Nella folla vede la donna dal gran mantello nero e l'avvicina.

“Perché hai fatto paura al mio Visir?” le chiede.
“Non gli ho neppure parlato”, risponde la Morte.
“Ero solo sorpresa di vederlo qui,
Il voerché il nostro appuntamento è stasera a Samarcanda”


Chi ha paura di amare, attua uno o più dei seguenti comportamenti:
  • Sceglie rapporti impossibili, come quello con persone già impegnate, oppure con persone violente o infedeli, comunque destinati a finire. 
  • Sceglie “non rapporti”, ovvero rapporti “di facciata”, con cui adempie all'obbligo sociale di una famiglia, ma senza il minimo coinvolgimento emotivo. 
  • In una relazione, improvvisamente, e spesso senza accampare giustificazioni, ha un comportamento di evitamento e se la da a gambe levate, o semplicemente si butta nel lavoro, per non vivere la relazione e quindi non soffrire.
  • In una relazione, attua comportamenti “ auto lesivi”, che portano a sabotare, in tutti i modi, la propria storia d’amore, e tali da mettere alla prova anche il partner più mite e da portare inevitabilmente alla rottura; come l'immotivata ed eccessiva gelosia, la possessività, l'isolamento del partner, l'aggressività, le imposizioni, le privazioni e cercando pretesti per litigi sempre più frequenti e tumultuosi. 
  • In una relazione, anche quando non sembra avere dubbi e sente che il partner ricambia i suoi sentimenti e non l'abbandonerà mai, chi ha paura di amare, resta comunque insicuro, incapace di tranquillizzarsi e di abbandonarsi a ciò che prova, fino ad arrivare alla rinuncia all’amore in modo volontario. 



PERCHE' SI HA PAURA D'AMARE?

Un cucciolo ferito ,
ha paura anche di una carezza...


Da un punto di vista biochimico, la paura di amare e l'incapacità di attaccamento, sono dovuti a bassi livelli di ossitocina e vasopressina, ormoni la cui carenza è concausa di varie patologie quali, autismo, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, fobie e tutte le condizioni in cui siano presenti deficit nelle relazioni sociali.
Dal punto di vista relazionale e psicologico, la paura di amare, può essere legata a:
  • paura dell'abbandono
  • paura di perdere la propria libertà,
  • paura di cambiare e/o di perdere il controllo;
  • paura di sacrificarsi;
  • profonde delusioni sentimentali passate;
  • problemi infantili irrisolti.
E' proprio nel passato del bambino philofobico, nel rapporto conflittuale coi genitori, dai quali si sono sentiti poco amati, se non addirittura, rifiutati, umiliati, picchiati o abbandonati, che spesso risiede l'origine della paura di amare.
La paura di amare è anche paura dell'abbandono, ed è questo il caso dei bambini che hanno perso uno dei genitori, in particolare la madre, e che si sono sentiti di fatto abbandonati.
Gli orfani sin da neonati, invece, che non hanno avuto le adeguate cure parentali, in particolar modo delle madri, sviluppano una bassa capacità di produrre ossitocina, l'ormone delle coccole e del legame.  
Paradossalmente, è proprio la paura dell'abbandono ciò che pone queste persone, in condizione tale da adottare proprio quei comportamenti per cui verranno abbandonate...
La persona affetta da Philofobia entra in un vortice, in un circuito chiuso di mantenimento, entro cui dà a se stesso solo ed esclusivamente ciò che gli permette di confermare le proprie convinzioni.



TU, SEI APERTO ALL'AMORE O NE HAI PAURA?

  • Soffri di ansia e/o di mal di stomaco?
  • Hai mai sofferto di crisi di panico?
  • Vedi il marcio in tutto ciò che ti circonda?
  • Ritieni di essere sempre stato da solo, nella vita?
  • Sei un solitario?
  • Sei una persona ipercritica con tutto e tutti?
  • Ti capita, nelle conversazioni con chi dici di amare, di utilizzare la terza persona singolare, anzichè la prima; come se fossi "estraneo" al legame (es. "Tu non sai quanto Tizio ti ami!" piuttosto che "Tu non sai quanto io ti ami!", oppure "papà ti viene a prendere" piuttosto che "ti vengo a prendere"...)?
  • Ti senti di non riuscire a trovare pace?
  • Sei sospettoso e possessivo?
  • Non hai fiducia, in te o nel tuo partner o nel vostro amore?
  • Fai paragoni con le storie precedenti?
  • Fai paragoni con storie altrui, che non hanno avuto buon esito?
  • Hai paura di poter soffrire per amore?
  • Hai paura di poter essere tradito?
  • Hai paura di essere abbandonato da chi ami?
  • Anticipi negativamente l’esito della storia o semplicemente ciò che potrebbe accadere?
  • Le tue storie precedenti hanno avuto tutte la stessa trama?
  • Chiudi la porta alla possibilità di innamorarti e di creare un legame duraturo?
Questo non è un test, sono solo alcune domande, che possono aiutarti a capire se e quanto hai paura dell'amore.
Rispondi, con sincerità.
Il primo passo, per qualsiasi evoluzione è la consapevolezza.
Sapere ed avere la cosapevolezza del tuo disagio, è ciò che prima di altra cosa, ti può aiutare a superare le difficoltà iniziali, lasciandoti andare e innescando un meccanismo rimasto sopito in te e che aspetta soltanto di risvegliarsi. L’unico modo per perdere l’amore è negarlo a noi stessi ed all'altro.

Quando saprai, quando avrai dato un nome al tuo disagio, sarai tu a decidere come trovare la soluzione. Potrebbe essere quella di farti aiutare da un esperto, oppure, semplicemente, parlarne con il tuo partner e aiutarvi, insieme, a superare la cosa, oppure, ancora, potrai decidere di rompere, da solo, quei meccanismi deleteri che ti porti dentro da una vita intera.
Non è facile.
Quei meccanismi ti sono amici.
Fin'ora, apparentemente, e il tuo inconscio ne è convinto, ti hanno salvato dalla sofferenza.
Chi getterebbe, con tanta facilità, le armi che l'hanno salvato?
Quei meccanismi, sono così radicati dentro di te, che razionalmente potrai volerli eliminare, e forse penserai di esserci riuscito, ma il tuo inconscio te lo impedirà e basterà anche la pur minima associazione con una sofferenza passata, un colore, un odore, un suono, una voce, una parola, che tutto si scatenerà di nuovo, alterando il tuo rapporto.
Quello che noi siamo, con l'altro, e tutte le nostre reazioni, la gran parte delle volte, non sono dovute alle sue qualità personali, ma ai fantasmi che noi ci portiamo dentro.
Per resettare completamente certe paure, bisogna resettare le immagini e le credenze negative, che abbiamo stampato nel DNA, nel nostro subconnscio, invertendone la polarità, da negative a positive. Bisogna riprogrammare il subconscio con nuove credende potenzianti.



COSA FARE QUANDO SI HA PAURA D'AMARE?

In sintesi, qual'è il problema? Dov'è la sua radice?
Quando si ha paura d'amare, si cede alle paure ed alle credenze, spesso inconsapevoli, che ci siamo fatti circa l'amore, come ad es. "L'amore non esiste" "L'amore eterno non esiste" "L'amore è sofferenza" "Se mostro i miei sentimenti divento debole" "Tanto, primo o poi, tutti finiscono per tradire" "Se abbassi la guardia, resti fregato" "Meglio non aspettarsi niente, così non ci si resta male, quando le cose non vanno come vorremmo" "Tanto lo sò già come andrà a finire" "Tutti/e gli/le uomini/donne sono..." "Tutti i miei partner mi hanno..." "Io non credo nel matrimonio" "io non sono fatto per l'amore" "Non mi interessa una storia" "Vorrei una vita tranquilla"....
Si può risolvere il problema della paura di amare?
Certo che si può!
Il primo passo è quello della consapevolezza, ovvero del rendersi conto che esiste un problema.
Il secondo passo è il volerlo superare!
Il terzo passo è farlo e putroppo, in questa fase, la consapevolezza, ovvero la nostra parte conscia e razionale, non può farlo!  La nostra psiche è governata dal subconscio, che è milioni di volte più potente e più veloce del conscio e lavora per il 95% del tempo ed è solo esso che ha potere.
Essere consapevoli, parlarne, rigirare il coltello in ferite del passato, cercare di correggere i propri atteggiamenti, ripetere frasi positive (tra l'altro spesso formulate in modo sbagliato), fare percorsi di ipnosi che riportino a galla i perchè, fare corsi di crescita personale e spirituale (che leniscono, ma non risolvono), trovare strategie di copying (in grado di affrontare momentaneamente l'emergenza), NON ristruttura il subconscio, quindi, NON migliora il nostro comportamento, che è dettato da esso.

La differenza tra il conscio ed il subconscio è la stessa che passa tra la teoria e la pratica.
Il conscio è teoria, è chiacchiera, è "volere". Il subconscio è pratica, sono fatti/comportamenti, è "essere".
Il conscio si muove verso il piacere, la gioia, l'amore, la pace, verso ciò che consapevolmente desideriamo. Il subconscio è, in via prioritaria, portato ad evitare il dolore e quindi si muove dettato dalle paure. Prima evitare la sofferenza, poi cercare il piacere...
Il conscio rappresenta ciò che vogliamo,  "una vita tranquilla", "una relazione felice ed equilibrata". Il subconscio è ciò che ci boicotta e che dice NO! Non perchè non sia sano desiderare la pace e l'amore, ma perchè essere in pace, amare, significa abbandonare le armi e quindi, non potersi difendere da un mondo ostile!
La paura d'amare ha un vantaggio, non farci soffrire! Finché non eliminiamo la convinzione sabotante che amre sia pericoloso ed il vantaggio che ne deriva, non possiamo dunque eliminare il problema!
E' la stessa cosa del fumare, se esso ci da il vantaggio di farci rimanere in forma o stare calmi e quindi evitare la sofferenza in caso contrario.
Oppure è lo stesso del problema del peso, se esso ha il vantaggio di farci avere attenzioni altrui o di sembrare intelligenti, piuttosto che belli, magri e vuoti o, al contrario, magri e attraenti...
Così come per qualsiasi altro problema,  è la paura che abbiamo dentro che ci crea una convinzione boicottante tutte le nostre migliori intenzioni.
Il guaio è che, non sempre, siamo e possiamo essere consapevoli delle nostre convinzioni autosabotanti, che, molto spesso, tra l'altro, abbiamo ereditato dai nostri genitori e dalla società. Fortunatamente, identificando gli inibitori emozionali e le paure che ci muovono, è possibile identificare le nostre convinzioni sabotanti e soprattutto, le virtù e le convinzioni potenzianti atte a migliorare la nostra vita. Ma affinchè esse sostituiscano quelle precedenti depotenzianti e rafforzate con anni ed anni di pratica e di conferme paradossali (il suconscio percepisce e crede solo a ciò che conosce), ovvero affinchè si ristrutturi il subconscio, è necessario un percorso efficace di superapprendimento, che utilizzi lo stesso linguaggio del subconscio e tecniche di superapprendimento.


Al fine di riprogrammare il nostro subconscio con nuove credenze potenzianti e contrarie a quelle sabotanti, ho creato un percorso di superapprendimento,  che, partendo proprio dalla paura dell'abbandono e di amare e dagli inibitori emozionali (paura, rabbia, controllo, azioni dannose, false credenze) che inibiscono la felicità, favorisca l'apprendimento delle virtù e delle credenze opposte e quindi potenzianti.
Il percorso autonomo ed automatico,  è costituita da un mp3 di 8 ore, da ascoltare durante il sonno, per minimo 30 giorni (ma l'deale è 6 mesi), con affermazioni subliminali potenzianti e di grande aiuto, nella paura di amare.
L'mp3 utilizza la tecnica del rumore bianco (white noise), ovvero di apparente silenzio, che in realtà contiene due tracce subliminali sovrapposte al suono del mare di sottofondo.

La prima traccia subliminale è una serie di ritmi isocronici di induzione cerebrale, stimolazione atta a produrre risposte elettriche incredibilmentepotenti nel cervello, che simulano, i cicli di un sonno sano, favorendo l'adeguato riposo notturno, nonchè particolari frequenze di guarigione, benessere e superapprendimento.

La seconda traccia subliminale, invece, è data da una serie di affermazioni, che si ripete, durante le 8 ore, per circa 30 volte.   

I ritmi isocronici sono registrati ad una frequenza di base di 211.44 Hz, associata all'inconscio, all'amore spirituale, all'intuizione ed al miglioramento dell'esperienza derivante dai sogni.
Il suono del mare e la voce, sono registrate alla frequenza di 432hz, cosidetta accordatura aurea. E' la frequenza armonica dell'universo e del chakra del cuore, che favorisce la sincronizzazione cerebrale e quindi l'apprendimento, il rilassamento  e l'intuito, stimola la produzione di serotonina, riduce gli sbalzi d'umore, da sollievo e benessere a tutto il corpo, rigenerandolo, ed è efficace in caso di ansia, stress ed insonnia.

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All'mp3 notturno, è utile associare un percorso antistress e negatività, con sblocco posturale, emotivo ed energetico ed (da praticare ogni giorno, per almeno 20/30 giorni, come traccia di 30 minuti e, successivamente per soli 5 min), realizzato con il training autogeno Silva Mind Control, i ritmi isocronici, le tecniche subliminali ed ipnotiche e le affermazioni potenzianti.

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COSA FARE, QUANDO SI E' VITTIME DI UNA RELAZIONE CON CHI HA PAURA D'AMARE?

Innanzitutto, bisogna chiedersi, se ne vale davvero la pena.
In secondo luogo, bisogna avere rispetto e pazienza. Come con un cucciolo spaventato, vale la regola generale della calma, della dolcezza e del rispetto dei suoi spazi, lasciando che sia il cucciolo ad avvicinarsi, quando ha imparato ad avere fiducia, piuttosto che forzarlo al contatto. Ma la pazienza, l'amorevolezza, l'amore, la disponibilità, non devono mai e poi mai essere motivo di perdita dell'identità o della propria dignità. Tutto ha un tempo, per iniziare, ma anche per finire, se non si evolve positivamente per entrambi.
Cosa fare, dipende comunque da quale situazione ci si trova ad affrontare. Spesso, l'unica cosa che possiamo fare è solo chiudere la relazione e lasciar andare chi non vuole legarsi. Una massima cinese dice: "Se ami una farfalla, lasciala andare, se tornerà da te, sarà tua per sempre, se non lo farà, significa che non lo è mai stata!". .
  • Se siamo vittime di un “non rapporto”, ovvero di un rapporto “di facciata”, altro non possiamo fare che, chiudere la storia, riprenderci in mano la nostra vita, dignità ed il nostro diritto di essere amati.. 
  • Se siamo vittime di una relazione con toccata e fuga, dobbiamo considerare le differenze uomo donna. Se il philofobico è una donna, si può pensare, seppur con la massima dolcezza e non invadenza, di essere presenti e di corteggiarla. Far sentire bella, amata, speciale e protetta una donna, così come farla parlare delle sue paure, senza interrompere, o minimizzare o offrire soluzioni, accresce il suo livello di ossitocina e quindi di attaccamento. Se il fobico è un uomo, bando a qualsiasi tentativo di rincorrerlo, quando si allontana, sortiremmo l'effetto contrario e uccideremmo qualsiasi spinta alla nostra conquista. L'unica cosa che possiamo fare, fino ad un certo punto, è pazientare e mostrarci aperte e dolci, al suo ritorno. Nulla farebbe scappare di più un uomo, se non il fatto di sentirsi rimproverato e di non sentirsi accettato.
  • Se ci troviamo in una relazione di auto-sabotaggio, per un pò di tempo possiamo provare a conquistarci la fiducia del cucciolo spaventato, con immensa pazienza e dolcezza. Ma ci vuole tantissima forza, esperienza nelle relazioni umane ed una buona dose di conoscenza delle differenze uomo donna. Perchè chi ha paura di amare ci metterà a dura prova, logorerà la nostra vita, esaurirà tutte le nostre forze, ci umilierà e frustrerà i nostri bisogni, ci isolerà da tutto e tutti, ci scatenerà risentimento e rabbia. Quanto può durare questo? Non ci si unisce a qualcuno perchè ci faccia stare male o tiri fuori il peggio di noi. Se non abbiamo la forza necessaria, lasciamo stare sin da subito. Se decidiamo di provarci, monitoriamo sempre i cambiamenti e le tempistiche. Se il philofobico mostrerà, col tempo, di acquisire fiducia in noi, di stimarci e di amarci. Se chiederà scusa. Se cercherà piano piano di cambiare. Se si mostrerà meno chiuso e si aprirà alla socializzazione. Se inizierà a fare in modo di non farci soffrire. Se i tempi di distacco si faranno via via più brevi e se sarà lui a cercarci (come il cucciolo, che impara a fidarsi). Pazientiamo ancora un pò, ma non perseveriamo in imprese impossibili.
  • Se siamo vittime di una relazione in cui l'altro, ad un certo punto, dichiarerà di voler star solo e di non desiderare alcuna relazione, lasciamolo andare...
Dalai Lama dice "Dona a chi ami, ali per volare, radici per tornare, motivi, per rimanere" e questo, in una coppia, deve essere reciproco.

PER RICEVERE AMORE BISOGNA DARNE

L'amore è fatto di due identità distinte e per amarsi bisogna essere in due.
Per ricevere amore l'unica cosa che puoi fare è darne.
Più ne dai e più ne ricevi.
Come scrisse Dante, nel canto V della Divina Commedia, "...amor ch'a nullo, amato. amar perdona...", ovvero, l'amor che a nessuno, che sia amato, d'amar perdona.....
Inizia sorridendo un po' di più, con chiunque, ma soprattutto con chi ami. Un sorriso sollecita quasi sempre un altro sorriso.
Cerca di essere gentile ed amorevole, paga di più dell'essere critici.
Cerca di essere affettuoso e premuroso, paga di più dell'essere egoisti ed indifferenti.
Cerca di fare tante coccole e di dare tanti baci a chi ami, vi aiuterà a produrre più ossitocina, a sentirvi più legati ed aumenterà la fedeltà e la fiducia reciproci.
Impara ad amare incondizionatamente, per il solo piacere di farlo.
Chi vuol ricevere più di quanto dà, inevitabilmente mette in crisi un rapporto.
Pensa prima a cosa stai dando tu al tuo partner, prima di chiederti che cosa sta dando lui a te.

Ricorda sempre che chi hai al fianco appartiene ad un mondo completamente diverso dal tuo e tutto quello che è scontato per te, non lo è affatto per il tuo partner, anzi, spesso è esattamente il contrario. Così ciò che è importante per lui, può non esserlo affatto, per te.

La cosa più banale e stupida che ho sentito dire è: "Ma noi ci amiamo! Basta questo per essere felici!". Esatto contrario! E' proprio l'amore che ti porta all'infelicità, se non trovi l'umiltà, l'intelligenza, l'accoglienza ed il rispetto di chi ti è davanti.

Sappi che quello che hai visto fare dai tuoi genitori, e che essi ti hanno trasmesso, è, spesso, molto diverso da quello di cui avete bisogno oggigiorno, tu ed il tuo partner. Perchè sono cambiati e si sono evoluti i vostri ruoli, nella società, sono aumentati stress e frustrazione e diversi sono anche i modi per appagare i vostri reciproci bisogni.

Ricorda che, sentirsi amate, per le donne, significa sentirsi speciali, belle, amate e protette; mentre per gli uomini, sentirsi amati, significa sentirsi accettati ed apprezzati...

Ricorda che, ognuno di noi, tende a dare all'altro ciò che vorrebbe per se o che, comunque, reputa ragionevole dare, e che, in genere è proprio ciò che non rende affatto felice l'altro. Per l'esattezza, nel caso delle donne, è proprio ciò che esse fanno a rendere infelice un uomo, mentre, per gli uomini, è ciò che essi non fanno e rendere infelici le donne.

Ricorda che, non è affatto facile dunque, avere un comportamento diverso da quello che ci è instintivo e che diamo per scontato. Non è facile realizzare il nostro profondo desiderio di rendere felice l'altro e adottare i comportamenti anelati, evitando quelli paventati.

Amare può essere terribilmente facile o difficile, dipende solo da te.
Di certo, confrontarsi solo con se stessi è facile, è vivere in due che è difficile!
Sarà difficile e non potrai ottenere ciò che non hai mai avuto, se vivi una storia ad un'unica via o una "non storia",  se resterai ancorato sulla tua posizione ed arroganza, se non avrai l'intelligenza di ammettere d'ignorare un mondo così diverso dal tuo, se non ti porrai all'ascolto dell'altro, se non lo rispetterai, se non gli andrai incontro. Per amare bisogna essere in due, sempre.

Amare, invece, sarà la cosa più semplice al mondo, se ti colmerai di umiltà e di giocosa ignoranza.
Amare, sarà facile, se avrai l'arguzia e la curiosità di ascoltare l'altro e i suoi bisogni.
Amare, sarà facile, se avrai l'intelligenza di rispettare le differenze dell'altro.
Amare, sarà facile, se avrai l'abilità di appagare i suoi più fondamentali ed intimi bisogni.
Amare, inoltre, sarà meraviglioso, se saprai apprezzare le reciproche differenze uomo donna e se saprai fare in modo che diventino complementari alle tue.

DARE ENERGIA, E' L'UNICO MODO DI AMARE...

L'armonia di coppia è difficile da raggiungere quando si è insicuri, quando si vuole di più, quando si vuole controllare l'altro, quando si attuano comportamenti atti ad ottenere qualcosa dall'altro, come l'aggressività, il vittimismo, il perfezionismo, il “salvataggio” o la manipolazione.
Quando questo accade, l'uno TOGLIE ENERGIA all'altro.
Ci si sente minacciati, senza energia e ci si tira indietro, iniziando una lotta di potere.
Invece di RUBARCI ENERGIA a vicenda, dobbiamo darla a chiunque ed in primis a chi amiamo.
Quando diamo energia all'altro, il suo viso si illumina, vorremmo che fosse sempre radioso e noi stessi proviamo pienezza, appartenenza, euforia, amore...
Se passiamo energia all'altro ed esso ce la restituisce, essa si amplifica e se tutti lo facessero, l'umanità andrebbe ancora avanti nell'evoluzione.
DARE ENERGIA è l'unico modo per amare...


"Amor, ch' a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto V)


 
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